ALESSANDRO BERTANTE
Il cielo muta di colore. Ogni mattina macchie viola e rossastre solcano le nubi delle montagne Occidentali, alimentando timori e affanni nei sopravvissuti. Trascorsi tre anni dalla Sciagura, nel piccolo borgo di Piedimulo, una comunità di contadini vive nascosta, protetta dai grandi massi di una frana. Oltre il villaggio c'è il ruscello e oltre ancora ci sono i lupi. Scampata dalla metropoli in fiamme, Nina ha dodici anni. Persi madre e padre durante gli anni della ferocia, ora vive con i nonni a Piedimulo. Ma la ragazzina riconosce i segnali nel cielo e sa che un oscuro nemico sta bussando di nuovo alle porte. Affiancata da personaggi leggendari, Nina sarà costretta a crescere in fretta, affrontando un appassionante percorso nei miti ancestrali della natura, alla disperata ricerca di una nuova fondazione umana. torna Alessandro Bertante con una storia di terra e ghiaccio, magia e spirito, che regola i conti con la modernità rinnovandone l'immaginario apocalittico. La Nina di cui parla il titolo è una ragazzina di dodici anni rimasta orfana: una sanguinosa battaglia le ha portato via i genitori e ha distrutto la città in cui vivevano. Nel presente della narrazione sono passati tre anni dalla Sciagura e Nina vive insieme ai suoi nonni, nascosta in un piccolo borgo isolato dalla civiltà e a diretto contatto con la natura.
Da un lato, in particolare, il borgo è separato dalla civiltà a causa dei massi di una frana che, allo stesso tempo, danno vita a una barriera naturale protettiva; dall’altro lato, invece, s’innalzano le montagne Occidentali, scorrono limpidi ruscelli tra paesaggi incontaminati e panorami mozzafiato. Tutt’intorno i rumori della natura; una natura a volte selvaggia e popolata da animali che intimoriscono gli abitanti di Piedimulo.Proprio tra le nuvole rossastre che colorano il cielo, Nina sembra scorgere l’arrivo di un pericolo oscuro: vivendo tra i lupi, sarà costretta a crescere velocemente e dopo aver riconquistato il villaggio occupato dai mercenari, sarà lei che porrà le basi per la rinascita della sua comunità.Un libro che mi ricorda un po’ quelli di Mauro Corona. Alcune cose non si capiscono , quale sia la calamità che ha fatto scappare tutti e altro
Voto 6
Nessun commento:
Posta un commento